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Ente Turistico Regionale del Moesano

La Calanca

La Calanca

La Calanca è una valle particolarmente amena del Grigioni italiano, caratterizzata da una natura ancora pressoché intatta e da bellezze ambientali ed artistiche autentiche. 

Dall'ingresso della valle a Grono fino ai borghi abitati delle zone più remote si può scoprire un gioiello di valle alpina che affascina i visitatori con la sua stupefacente ricchezza di tesori d'arte e il suo passato culturale.

La fauna è rappresentata in gran parte dagli ungulati: stambecchi, cervi, caprioli e camosci; mentre nella zona di riserva trovano riparo specie quasi rare come l’aquila, il gheppio, l’astore, lo sparviero e il gufo reale, così come il fagiano di monte, la pernice bianca e la coturnice.

Una valle che merita di essere scoperta, assolutamente!

La Valle Calanca è il regno incontrastato del fiume Calancasca. Le sue acque spumeggianti e le numerose cascate formate da piccoli affluenti conferiscono alla Calanca un fascino molto particolare.

Appartata, questa valle richiama ogni anno tantissimi visitatori. Particolarmente caratteristici sono i villaggi di Braggio e Landarenca, due bellissimi paesi collegati regolarmente al fondovalle con teleferiche, posti su terrazzi più elevati e quindi lontani dal traffico, anche da quello locale. La Calanca è ricca di storia e di arte, come attestano le numerose cappelle e chiese.

Risulta essere ricca e variata anche la flora della Valle, tanto che il naturalista Steiger ha potuto classificarne decine di famiglie e centinaia di generi e specie autoctone.

 

La Calanca, cenni storici

La storia della Valle Calanca è da sempre strettamente legata a quella delle popolazioni presenti a nord del passo del San Bernardino e a quella a sud nella Regione dei Laghi. La presenza dell'uomo in età preistorica è documentata dal ritrovamento di insediamenti preistorici a Castaneda. Nell’ultimo decennio a.C. il Moesano è stato annesso all’Impero romano. L’importanza del passo del San Bernardino aumenta a partire dal IV secolo d.C., quando la difesa dei centri romani dalle incursioni alemanne richiede degli avamposti nel cuore delle Alpi. Nel XII secolo la Calanca passarono in eredità ai Conti de Sacco.  Questi dominarono la valle fino al 1481, quando Giovanni Pietro De Sacco cedette l’intero territorio al condottiero milanese Gian Giacomo Trivulzio, il quale strinse legami d’amicizia con la Lega Grigia. Sotto il dominio dei Trivulzio il popolo della Mesolcina e della Calanca desiderava ottenere una propria libertà di pensiero e d’azione. Il 2 ottobre 1549 venne sottoscritto a Mendrisio il contratto attraverso il quale la Mesolcina acquistava la piena libertà. La grande autonomia goduta dal popolo in periodo feudale, la vicinanza con altre forme amministrative conosciute grazie agli scambi commerciali, le esperienze maturate nel corso delle frequenti ondate di emigrazione, portarono a sviluppare nella regione una particolare identità culturale. In grandi linee possiamo definirla un'identità influenzata dal nord dei Grigioni, ma legata culturalmente e linguisticamente all’area lombarda.

Nel 1803 la Calanca entrò a far parte della Confederazione Svizzera con il resto del Cantone. I primi anni di storia cantonale furono caratterizzati dalla ricerca di una stabilità politica e amministrativa. Nacquero importanti discussioni che avrebbero dovuto garantire al Moesano la rappresentanza nelle istanze importanti. Alla popolazione locale la rinascita cantonale portò guadagno e relazioni. Resistevano gli antichi porti come gruppi di interesse a livello di famiglie, e più tardi di comuni. Ma la vera svolta avvenne nel 1818 con la Convenzione tra il Re di Sardegna e i Grigioni per la costruzione della strada commerciale del San Bernardino. 

La storia recente è legata ancora una volta alla via di transito e più precisamente all'apertura della galleria autostradale del San Bernardino (1° dicembre 1967).

Gli ultimi decenni del secolo XX e i primi del nostro secolo sono caratterizzati dalla ricerca di nuove strutture organizzative che hanno portato alcuni comuni della Calanca a unire le loro forze in nuove entità comunali.

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